Rughe
Annamaria ci passa davanti e cerca di non fermarsi a guardare. Non può, non riesce. Sono passati quasi quarant'anni ma sembrano cento. Eppure è lei. Era lei. Torna indietro di qualche passo. Marcello, il libraio, non ha voluto toglierlo quel poster. Lo ha fatto per lei, ma Annamaria non lo sa. Per costringerla a ricordare, ogni volta che lo vede. Una vendetta che è la spina di una rosa rossa. L'amava, lui, di un amore semplice e complicato. Gli anni appannano il cuore come l'umidità sul parabrezza di una macchina. Lui ha i suoi libri adesso. Loro soltanto. Annamaria si tocca il viso. Come se la ruggine di quelle grate ce l'avesse addosso. E quelle grate, quella ruggine e quelle rughe intrappolano lei quando era al suo massimo splendore. Fece più di cinquanta repliche. E ogni volta era un mazzo di fiori. Lei, l'attrice principale. Più bella di Ofelia. La scena del bacio Marcello non la vedeva mai. Si tappava gli occhi e poi li riapriva. Era stato a tutte le replic...

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