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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mie poesie

Mamma

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Perché sei l'assenza del freddo, la privazione della paura. Perché sei l'amore senza condizioni, Il respiro di trentasei anni fa e quello di adesso. Perché sei le braccia dove è la mia casa, Il cuore che ho sentito battere prima del mio,  tutta la musica che ho ascoltato. Sei tutto quello di cui ho avuto bisogno. E tutti i baci che non riesco a darti, li conservo. Perché sono tuoi,  e anche il mio amore, e anche io. A mia madre Da suo figlio

DILE(I)MMA

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Non ti vorrei 
povera di noi/ benché, 
dipinto d’arte/  
del tuo femminile/ affrescherei la volta al cielo./ Che presunzione 
vesto/ se mille triclini merlettati  
ti avrebbero 
semisdraiata sui loro cuscini/ Come me stesso adoro 
chi non priverei degli occhi che mi guardano allo specchio/ La mia assenza di broccato rosso 
contro il mondo/  
a te la scelta.. 


Lenzuola

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Fruscii, che sono come le carezze. Gocce di lingua, sanno di sale e piogge. Ti sarei lenzuola, e seta e vento leggero tra le insenature. Ti sarei mani che scostano capelli, e indici che seguono percorsi di te. Geografie di corpi. Perché di notte i corpi sono come sogni, perdono consistenza. E allora sarà sognare, e poi svegliarsi. E albe, e voglie sfatte come le lenzuola. E bianche. E fumo in rivoli. E acqua in rivoli, sulla tua schiena. E me.  A bere, quel sale che è della tua terra. E tu, che intrecci le caviglie. Certi sospiri sono come gli angeli. E cotone aggrovigliato, e cose bagnate, e cose che sorridono, e bocche che gemono. Poi il sole. Coi raggi che scrutano. Allora ti nasconderei, addome sulla schiena  Per rubarti alla luce.

Marmo

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Di me l'essenza  immensa, adesso. Mi vuoto la mia vita addosso. E scelgo, e mi risparmio. Di tutti i minuti che ho bevuto, è marmo. Volesse Iddio che salvo, mi ritrovassi, e intatto.

SensAZIONI

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Ti osservo e non sei pelle  non sei carne,  non più suoni.  Ispirazione.   che mi perde  e mi avvicina a Dio...

Quelli come me (omaggio ad Alda Merini)

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Quelli come me si viaggiano dentro, a piedi, per non perdersi i passaggi desolati (molti) e le radure verdi (poche). Quelli come me ti leggono d'un fiato e poi ci tornano sopra, a leggerti, per coglierti le sfumature. Quelli come me sanno ridere. Ma lo fanno con parsimonia. Perché non va sprecata la felicità. Quelli come me sanno anche stare soli, perché i fantasmi che abbiamo dentro, se li ignori, iniziano a fare paura davvero. Quelli come me sentono la vita sulla pelle, tutta. E ne portano le cicatrici; senza fierezza ma neppure vergogna. Quelli come me cercano l'amore nelle parole dette e in quelle scritte, nelle persone, nei fiori, in un cagnolino, nei silenzi. Quelli come me spesso si odiano ma quando si amano è di un amore profondo, come un abisso. Quelli come me sanno ascoltare ma soprattutto sanno tacere. Quelli come me non giudicano. Perché il giudizio non ce l'hanno gli uomini, né le donne. Quelli come me provano tristezze complicate e gioie semplici.  Quelli come...

Muri

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Carezze di Te, che scavalcano muri di Me che si sbriciolano, sotto due occhi, che guardano. Torno me stesso, se scrivo i miei versi, sul viso di seta, che sei.

Erotica/ortografia

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Un sopracciglio dentro un punto e virgola. Il bianco riflesso dei seni dietro le parentesi. Bianche. La sintassi somiglia a un  letto. Tondo. Ad acqua. E due verbi coniugati al congiuntivo imperfetto diventano desiderio. Se io potessi Se tu volessi Spazio Spazio Spazio

Preghiera

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Notte scendi piano stavolta  Sii clemente e lieve con lei  Dolcemente avvolgila. Ascoltala piangere se puoi, avvicinati. Ti do i miei occhi per guardarla.  Comprenderai... Ti innamorerai della leggera brezza tra i suoi respiri.

Desire

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Nell'impaziente cercarsi degli occhi L'intima stilla di piacere. Come un bambino che anela ai balocchi Il primo orgasmo è nel "volere"...

Incomprensione

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Pellegrina di varchi onirici, dopo tanto anelarti non avevo più mani per prendere... La mia più grande incomprensione con Dio.

Rimpianto

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Forse c'eri e non ti ho vista. Cieco. Chiamarmi per nome, in un silenzio perfetto  che ho rotto per sempre. Hai forse sorriso, svanendo nell'alba di un cielo ignorante.

Tra le righe

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Nelle virgole sento L'umido delle Tue labbra E lingua. Negli infiniti vorrei Dei punti.  Sospesi...

Labbra

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La Labbra E petali  Schiudono Su gambi di fiori di carne E scivolano Fino alla radice E poi di nuovo sopra Alla corolla aperta Che s'apre  Sfinita Colando pistilli bagnati. Su te...

Valzer di corpi

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Lisci. Stringo i cerchi nei palmi. Sei sopra. Allargo E scavo dietro. Mi capovolgi. Ora respiro le tue cose umide. Tu sorridi a bocca piena. Ginocchia E di nuovo torno su. Spingo siluri bollenti nell'acqua. Che a breve berrai. Lo sai. E mi guardi complice. Ti sopraffà. Gemi Gemo. Sigarette.

Apollo e Dafne

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Di Lei Il suo cuore Gli occhi. Immaginarsi Lui A soffrire Con quali occhi Le avrebbe chiesto mai Guardarsi Solamente Paura di tornare Ancora Niente...

Il bambino e l'aquilone

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Un sole in cenere e' il cielo ottobrino L'umido grigio annunciar l'acquazzone 'Pure ben stretto un vermiglio aquilone Mantiene in mano il vivace bambino Piglio sicuro ed inceder felino Tira via quasi al papa' il pantalone Finche' arrivati e calmato l'agone Fa ben volare il suo gioco velino "Tienilo basso!"il babbo gli dice. Ma ne'il foglio rosso che curva la scia Ne' il suo bambino lo ascoltano piu' Corre lo spago nel pugno felice Il bimbo saluta e con gli occhi all'insu' Apre la mano. E lo lascia andar via...

Notturno in Si

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Dagli occhi Ti scivolerei Fino alla curva In basso delle labbra. E mille sbavature di rossetto Ed altro.. Stella bagnata, Di perle Faccio il mio corpo. Disteso sul tuo viso. In gocce.

Come Saffo

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Saprei.. Che cerchi baceranno cerchi. Vestiti in rosa, nelle Tue valvole scrutando Me. Diventero' il tuo specchio. A cui non puoi sottrarti. Affina pure le tue armi/lingua. Ti supero in sensualita' e divengo Donna. Sarà un baratto. Fessura per fessura... Il tuo Segreto per il Mio.

FALENE

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Inestricabilmente avvinte si torcono godendo in egual modo l'una al dell'altra invito. Un nodo. Trasfigurato in pura controluce. Follia pei santi e i poveri d’ardore, ritornano crisalidi a sembrare, chè fiamma è calamita al loro cuore. E miglior morte non osavano sperare..