Avessi potuto, Te lo avrei detto, che capita di percepirsi, sotto la pelle. Che le parole sono accessori, Che ci si può guardare con la pancia, con le terminazioni nervose. Te lo avrei scritto su un pezzo di carta, di quelli strappati, dai contorni irregolari. Ti avrei baciato sulla bocca i segreti che conosco. I passaggi chimici, quelli che non succedono mai e che sono successi stavolta. Se avessi potuto avrei passato le dita, aperte, sui capelli che non ci hanno creduto. Sul collo che non ha tentato, Sul petto che non ha seguito il verso. Questo. Potendo...
Annamaria ci passa davanti e cerca di non fermarsi a guardare. Non può, non riesce. Sono passati quasi quarant'anni ma sembrano cento. Eppure è lei. Era lei. Torna indietro di qualche passo. Marcello, il libraio, non ha voluto toglierlo quel poster. Lo ha fatto per lei, ma Annamaria non lo sa. Per costringerla a ricordare, ogni volta che lo vede. Una vendetta che è la spina di una rosa rossa. L'amava, lui, di un amore semplice e complicato. Gli anni appannano il cuore come l'umidità sul parabrezza di una macchina. Lui ha i suoi libri adesso. Loro soltanto. Annamaria si tocca il viso. Come se la ruggine di quelle grate ce l'avesse addosso. E quelle grate, quella ruggine e quelle rughe intrappolano lei quando era al suo massimo splendore. Fece più di cinquanta repliche. E ogni volta era un mazzo di fiori. Lei, l'attrice principale. Più bella di Ofelia. La scena del bacio Marcello non la vedeva mai. Si tappava gli occhi e poi li riapriva. Era stato a tutte le replic...
“La seduzione di Zerlina è un tranquillo sposalizio che si svolge senza complicazioni. La cosa va essenzialmente così: lei non sa come sia accaduto, ma è accaduto e così è stata sedotta ”. (Cfr. Commento al don Giovanni Mozartiano). Sicuramente tra i più suggestivi dell’intero Commento al Don Giovanni Mozartiano, questo inciso chiarifica completamente il nesso profondo tra la celebre Opera teatrale e il “Diario del seduttore”, che diventa quindi l’inevitabile conseguenza della fascinazione che il capolavoro ebbe sull’uomo Kierkegaard, prima che sul filosofo. Questa distinzione si renderà quanto mai necessaria per svelare il segreto nascosto dietro il seduttore Giovanni, cui il filosofo di Copenaghen affida il proscenio del suo scritto. “Al di là del mondo nel quale viviamo, in uno sfondo remoto, esiste ancora un altro mondo, che rispetto al primo sta nell’identico rapporto in cui la scena che talvolta vediamo a teatro si trova rispetto alla scena reale”. (Cfr. Diario) ...
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