sabato 31 gennaio 2015

L'amico a cui non serve parlare

Perché l'amore, come lo intende lui, non ha bisogno di parole.
Mi insegna qualcosa ogni giorno. 
Come dirmelo con gli occhi, ad esempio. Tante cose si possono dire guardandosi. Ed io lo so tutte le volte.
Lo capisco ogni volta di più.
Mi insegna a capire quando ha bisogno di me e capisce quando ne ho io di lui.
Ascolta.
Senza giudicare, senza rimproveri ne pregiudizi.
Amore puro. Per tutta la sua vita. O per tutta la mia.
Accosta il suo corpo al mio perché sa che il calore è affetto primordiale.
Libero dalle ipocrisie e dalle incomprensioni. Contatto. E basta.
Senza spiegare perché. Senza esitare.
Lo fa e me lo insegna.
Mi insegna come si fa a stare semplicemente con se stessi. Come non possedere nulla, e non volere nulla oltre al sostentamento per sopravvivere. 
Come si fa a contemplare.
Ad essere felici per le cose semplici. A guardare fuori. A guardare il cielo e le piante e gli uomini e gli animali.
Mi insegna a ringraziare. Perché me lo dice, senza bisogno di dirlo: Grazie per esserci e per occuparti di me.
Credo che darei la vita per lui. Anche se non mi chiederebbe mai di farlo.
E se potesse la salverebbe a me ogni giorno. Ogni istante.
Amore per lui è me.
Non ha altro. 
Non è sporcato dalla vita. Neppure i bambini lo sono, così puri.
Lo è lui.
Lo sei tu.
E ti amerò sempre. Per questo.



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