venerdì 27 febbraio 2015

La serranda chiusa

Fotografare serrande chiuse.
Una nuova forma d'arte?
Una sorta di voyeurismo sconnesso e insensato?
No.
Il fatto è che poco tempo fa lì dove adesso c'è una serranda chiusa, aveva aperto una piccola libreria.
Nulla di imponente, sia chiaro, ma una libreria.
"Che coraggio che hanno avuto, questi ragazzi ad aprire una libreria!"
Siamo nel paese dove si legge meno e questi che fanno? Aprono una libreria.
Beh. Ci sono entrato.
Pochi libri, erano all'inizio.
Loro molto cordiali.
Ci ho comprato un volume di racconti dispersi di Kafka e un segnalibro.
Pagato con bancomat e sono uscito.
Accanto c'era un bar (quello c'è ancora).
Mi sono seduto a leggere e ho preso un caffè.
Nel frattempo guardavo quella vetrina. E a un certo punto ho un po' pregato.
Non quel tipo di preghiera come l'Ave Maria ecc.
Ho pregato che ce la facesse. Che riuscisse a sopravvivere.
Una volta a settimana ci passavo davanti con la macchina. Era aperta.
Viveva ancora.
Giorni fa sono passato a ritirare la macchina dal meccanico. 
L'officina, era difronte a quella piccola e ostinata libreria.
Ora è chiusa.
La serranda è tirata giù.
Ho preso la macchina e me ne sono andato.
Qualche piccolo granello di felicità mi è scivolato dalla tasca.


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