sabato 11 aprile 2015

Intimità



Credo che l'intimità abbia a che fare in qualche modo con la condivisione.
E' un modo di toccarsi.
E ci si più toccare a diversi livelli.
Essere intimi nel corpo è rompere degli argini. Lasciare che la percezione sensoriale prevalga su ogni altra cosa, su tutte le forme di paura.
Si torna indietro alle pulsioni primordiali e il resto scompare.
Essere intimi mentalmente è una trappola.
La mente imita i sensi ma in maniera distorta. Come un caffè senza zucchero.
La mente simula l'intimità. La copia, ne fa una caricatura.
Il corpo si illude e prova pulsioni.
Ma la mente resta distaccata. E' un satellite che orbita attorno al corpo.
L'intimità per come la intendo io è dell'anima.
Chiamo Anima la percezione sensoriale che pervade corpo e mente.
Un fiume che inonda.
E' persino possibile diventare una cosa sola.
Lasciando che questo fiume scorra. Senza scappare. Senza elevarsi nella mante.
Bisogna bagnarsi.
Ecco, l'intimità ha anche a e fare con l'acqua. Se fosse materia sarebbe liquida.
Arriverebbe in tutte le intercapedini della persona. L'acqua di uno nei tubi dell'altro.
Diventa inevitabile.
Il verbo che associo all'intimità è Pervadere.
L'intimità, se vissuta davvero, è perdersi e ritrovarsi in un altra persona.
Diventi un seme, un seme piantato nell'altro. E rinasci dall'altro.
E' un'azione coraggiosa, svolgere l'intimità.
Perchè si rischia di morire per quello che si è.
E non finisce.
Se ci si riesce, non si smette mai di essere in intimità con un altra persona.
Si può decidere di non vederla più, quella persona. (azione mentale).
Ma si resta in intimità, se la si è raggiunta davvero, per sempre

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