giovedì 16 aprile 2015

Lenzuola



Fruscii,
che sono come le carezze.
Gocce di lingua,
sanno di sale e piogge.
Ti sarei lenzuola,
e seta
e vento leggero tra le insenature.
Ti sarei mani che scostano capelli,
e indici che seguono percorsi
di te.
Geografie di corpi.
Perché di notte i corpi sono come sogni,
perdono consistenza.
E allora sarà sognare,
e poi svegliarsi.
E albe,
e voglie sfatte come le lenzuola.
E bianche.
E fumo in rivoli.
E acqua in rivoli, sulla tua schiena.
E me. 
A bere,
quel sale che è della tua terra.
E tu,
che intrecci le caviglie.
Certi sospiri sono come gli angeli.
E cotone aggrovigliato,
e cose bagnate,
e cose che sorridono,
e bocche che gemono.
Poi il sole.
Coi raggi che scrutano.
Allora ti nasconderei,
addome sulla schiena 
Per rubarti alla luce.


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